CONMAR

Maremmani sul Monte Grappa, a cavallo per la memoria

Quattro emozionanti giorni sul Monte Grappa per commemorare il centenario della fine della Grande Guerra. Oltre 30 cavalli, in prevalenza Maremmani, e cavalieri venuti da tutta Italia.

I maremmani non sono nuovi ad avventure sulle montagne, e spesso abbiamo visto foto di cavalli inerpicati su sentieri scoscesi, magari vicino a delle belle frisone!

Ma una esperienza come quella appena vissuta sul Monte Grappa ha davvero un sapore speciale e inedito, reso più prezioso dal valore storico.

Cavalli Maremmani sul Monte Grappa, conclusosi domenica 24 giugno, è stato un trekking dedicato agli avi che qui combatterono nel '15/'18 dai loro discendenti, uniti oltre che da questa radice comune anche dalla passione per quelli che erano i cavalli di elezione per la rimonta delle truppe del Regio Esercito italiano.

Nel centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale, un gruppo di cavalieri ha percorso questa volta pacificamente i sentieri del Grappa a cavallo: più di 30 binomi, provenienti da tutta Italia, da Salerno alla Toscana, dalla Tuscia al Veneto, uniti dalla voglia di condividere momenti emozionanti oltre che impegnativi a livello sportivo. Non per nulla il viaggio è stato organizzato da Con.Mar. con Fitetrec Ante, Unione Montana del Grappa e Cavalcanti del Grappa.

Ecco le parole di uno degli organizzatori e partecipanti, uno storico allevatore di maremmani, Dino Zilio Zella.

"Il tutto ha avuto inizio nel pomeriggio di giovedì, giornata caratterizzata da un sole estivo, per portarsi alla quota di 1200 m passando per Campo Croce.

Si è pernottato successivamente a Malga Moda, dove dopo esser stati accolti in maniera eccellente, l'esperto storico Zilio Ziliotto ha intrattenuto i partecipanti, illustrando tramite diapositive e racconti, cosa stavamo calpestando in quei giorni: non solo terra, ma teatri di storia e cultura.

Il venerdì mattina con il meteo meno clemente, ci si è diretti attraverso sentieri e mulattiere al Col Moschin, dove abbiamo potuto calpestare con i nostri cavalli il teatro della battaglia vittoriosa degli italiani sulle truppe astroungariche.

Fradici ma soddisfatti, si era appena conclusa la prima toccante ed entusiasmante tappa della giornata.

Successivamente, nel pomeriggio, in processione dal Col della Berretta, passando per il Monte Asolone, ci si dirige a deporre una corona al Sacrario del Monte Grappa in omaggio ai caduti. Il clima caratterizzato da freddo e nebbia, sembra quasi aver voluto far immedesimare nell'atmosfera tetra e di sacrificio di quegli anni.

L'emozione più forte è arrivata quando la tromba ha suggellato la deposizione con il "Silenzio".

Il sabato mattina, con un clima decisamente più favorevole, si è attraversato trincee e fosse enormi; testimonianza di quanto quel territorio sia stato ferito a suon di bombe e cannonate.

Salendo valli e canaloni si è percorso sentieri che mostravano panorami strabilianti, a tal punto da vedere la meravigliosa laguna di Venezia. Una strettoia in particolare rimarrà impressa nei ricordi di ognuno di noi; ma tra le vertigini di qualcuno e le simpatiche battute di qualcun altro si è formato un'ottima squadra riuscendo, alla fine, a guardare il sentiero con un bel sorriso e un filo di orgoglio ciascuno.

La domenica mattina attraverso il sentiero,che in quegli anni veniva usato per rifornire le truppe e portare a valle i feriti o vittime di guerra attraverso la più importante teleferica di quel periodo, siamo tornati a Crespano per la conclusione e i saluti di rito.

 Questi 4 giorni intensi ci hanno dato la possibilità di creare nuove amicizie permettendo, durante le ore di cammino e di sosta, scambi di esperienze personali facendoci godere di momenti di allegria e spensieratezza.

 I binomi sono partiti da svariate città d' Italia: il più lontano Franco Tuozzo (il cui nonno è stato insignito dell'onorificenza di cavaliere di Vittorio Veneto) che ha fatto 2000 km per non mancare a questo evento commemorativo

 La partecipazione di ognuno è stata fondamentale: cavalli e cavalieri più o meno esperti, persone di tutte le età con abitudini e modi di fare diversi, le paure di qualcuno e le sicurezze di altri, tutte diversità che attraverso lo spirito di avventura e l'inclinazione ad adattarsi hanno permesso di ottenere un perfetto puzzle.

A partire dalla vivacità delle nostre Amazzoni che, sempre col sorriso sulle labbra, hanno affrontato l'esperienza.

Così come i due cavalieri che, sulla carta, avrebbero dovuto essere la parte debole del gruppo: il piccolo Mirko e il "meno giovane" Adriano che con i loro 11 e 81 anni erano invece esempio per molti.

L’evento ha creato un forte interesse sia per la motivazione dell’evento, quanto la possibilità di radunare assieme molti appassionati del cavallo maremmano, molto apprezzata è stata la presenza della pattuglia viterbese grazie a Domenico Germoni che, in collaborazione con Sebastiano Iaschi, ha curato la loro lunga ed impegnativa trasferta.

Non da meno, la partecipazione di alcuni veterani di trekking, provenienti dalla Toscana, esempio per molti per quanto riguarda la cultura del cavallo maremmano ha dato valore e esperienza al trekking.

Così come è stata molto gradita la fiducia ricevuta da appassionati di questa razza provenienti da Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Campania, Lazio e Liguria che hanno affrontato questo trekking non certo facilissimo.

Per tutto questo va ringraziato alcune istituzioni che hanno contribuito affinché l’evento andasse a buon fine: il Conmar, la Fitetrec e l'Unione montana del Grappa."

Questi i binomi che hanno partecipato:

Annibaldi Allegra su M.Cisto

Bellù Federico su M.Velluto

Cassetti Tosca su M.Brando

Costante Leonardo su M.Radioso

Cruciani Dario su M.Bambola

Cruciani Diego su M.Eace di Castelporziano

Egidi Giuseppe su M.Arunt

Elena Legler su M.Navigatrice di san Carlo

Filippi Gianni su M.Zenith di Formole

Francesco Tarquini su M.Vandik

Germoni Domenico su M.Olmo

Grassetto Domenico su M.Cupido degli Scalchi

Mannucci Libero su M.Palombo delle Selvacce

Mirko Sistoni su M.Sole Rosso del Belagaio

Nicola Fabiani su M.Bea del Leone

Palermo Elisabetta su M.U.Pallino

Pallotti Ferdinando su M.Zenobia dei Settemerli

Reffo Adriano su M.Zaira

Roncato Andrea su M.Schiara di Valcordevole

Sebastiano Iaschi  su M.Rugantino

Stefanini Elio su M.Ramiro Grande

Stefanini Erica su M.Dorotea

Stefanini Ilaria su M.Duna

Torelli Gianfranco su M.Ercole di Roccarespampani

Tuozzo Franco su M.Qualcuno della Trappola

William Fabiani su M.Quirico

Zilio Zella Dino su M.Talvena di Valcordevole

Agostini Lorenzo su Ornella

Amadio Franco su Asterix

Cian Cristina su Cocis

Mazzocchi Chiara su Alzhara

Papotti Romeo su Decisivo VG

Giulio Ferrante su Dux

 

Di sicuro ognuno di loro porterà nel cuore la magia di questi giorni e negli occhi la bellezza di queste montagne, nel cui silenzio, rotto dagli zoccoli dei cavalli, l'eco di una guerra lontana fà da monito per il futuro.